Nuovo Iperammortamento 2026–2028: cosa cambia rispetto a Transizione 5.0 e come pianificare gli investimenti
Con la Legge di Bilancio 2026 è stato introdotto il nuovo iperammortamento, che sostituisce e unifica il precedente impianto normativo di Transizione 4.0 e 5.0. Si tratta di una maggiorazione fiscale del costo di acquisizione di beni strumentali nuovi 4.0 e 5.0, e di beni destinati all'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo.
Il decreto attuativo interministeriale dell'8 maggio 2026 e il decreto direttoriale del 10 giugno 2026 hanno reso la misura pienamente operativa, con la piattaforma GSE attiva da giugno 2026.
La maggiorazione per scaglioni
Il beneficio è calibrato sull'entità dell'investimento, con aliquote decrescenti al crescere della spesa.
Beni agevolabili e requisiti di accesso
Macchinari e impianti interconnessi conformi agli Allegati normativi, inclusi i sistemi per autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo.
Software gestionali e di sistema interconnessi e conformi ai requisiti tecnici, inclusi i sistemi di orchestrazione e gestione dati industriali.
Per accedere al beneficio sono necessarie tre comunicazioni al GSE: una preventiva, una di conferma (con acconto di almeno il 20% dell'investimento), e una di completamento. È richiesta inoltre una perizia asseverata che attesti i requisiti tecnici.
Le scadenze da tenere sotto controllo
Gli investimenti effettuati da questa data rientrano nella base di calcolo dell'iperammortamento.
Da questa data è possibile inviare le comunicazioni preventive al GSE per avviare formalmente l'iter.
Data ultima per effettuare gli investimenti che rientrano nel perimetro della misura.
Scadenza ultima per inviare la comunicazione di completamento. Da non perdere: è il passaggio che chiude formalmente il diritto al beneficio.
L'orizzonte pluriennale consente di pianificare con calma, ma le scadenze intermedie delle comunicazioni GSE richiedono attenzione: ogni step condiziona l'accesso al beneficio successivo.
Le novità rispetto a Transizione 5.0
- Eliminazione del vincolo "Made in UE" per la quasi totalità dei beni agevolabili (fatta eccezione per i moduli fotovoltaici).
- Semplificazione degli obblighi ambientali rispetto al precedente impianto normativo di Transizione 5.0.
- Unificazione dei framework 4.0 e 5.0 in un'unica misura con struttura e iter amministrativo coerenti.
Il software gestionale come base agevolabile
Un aspetto rilevante per le imprese che investono in digitalizzazione: i software gestionali e di sistema previsti dall'Allegato V possono rientrare nella base agevolabile, a condizione che siano interconnessi e conformi ai requisiti tecnici.
Un progetto come FridAI o Espeiria, se strutturato in questa direzione, può contribuire a costruire la base di calcolo dell'iperammortamento — rendendo questa misura un'opportunità concreta per chi sta pianificando investimenti in orchestrazione dati e sistemi di gestione nell'arco 2026–2028.
L'orizzonte fino al 30 settembre 2028 non deve indurre a rimandare. La comunicazione preventiva al GSE va inviata prima di avviare l'investimento, e la piattaforma è operativa da giugno 2026.
Le imprese che iniziano adesso a mappare i beni agevolabili — macchinari, software, impianti energetici — e a strutturare la documentazione tecnica arrivano alle scadenze intermedie senza affanni, e massimizzano la base di calcolo su cui si applica la maggiorazione.
Chi aspetta il 2027 per iniziare a pianificare comprime il perimetro di investimento utile e rischia di perdere gli scaglioni più convenienti.
⚠ Prima di ogni comunicazione, verificare gli aggiornamenti normativi sul sito del MIMIT e del GSE. Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere divulgativo e non sostituiscono la consulenza fiscale e legale specializzata.